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Responsabiltà amministrativa delle aziende

Sistemi di Gestione

La responsabiltà amministrativa ex D.lgs 231/2001 e i modelli di organizzazione - cenni

Il D.lgs 231/2001 definisce la responsabiltà amministrativa delle aziende in caso di reati commessi da amministratori, dipendenti e collaboratori esterni della azienda stessa.



Per evitare che le aziende siano esposte alla responsabiltà amministrativa per gli illeciti commessi da questi soggetti, occorre venga adottato un modello di organizzazione e gestione che assume carattere ed efficacia di "esimente".

- "In diritto penale si definisce causa di giustificazione, o scriminante, o esimente, una determinata situazione in presenza della quale un fatto, corrispondente alla fattispecie astratta di reato, perde il carattere di antigiuridicità in virtù di una norma giuridica, desunta dall'intero ordinamento, che lo impone o lo consente. Il fatto commesso in una delle previste condizioni, non è dunque reato ed il soggetto che lo ha commesso non è punibile." -

Il Decreto 231/2001 definisce il contenuto minimo dei Modelli di organizzazione da adottattarsi "sulla base di codici di comportamento redatti dalle associazioni rappresentative degli enti" (art. 6, c. 3).

L'efficacia esimente del modello attuato ex 231/01, è subordinata però alla valutazione del giudice penale; il giudice valuterà infatti l'esclusione della responsabiltà sulla base dell'idoneità del modello a prevenire la commissione dei reati previsti nel 231 stesso (con una duplice valutazione: 1) l'adozione o meno del modello; 2) l'efficace attuazione di esso).

In altre parole, non è sufficiente per le aziende la creazione di un modello perchè ne sia esclusa la responsabiltà: la responsabiltà verrà infatti esclusa dal giudice solo quando questi avrà accertato che il modello adottato sia attuato e sia efficace

La responsabiltà amministrativa dalla legge 123/2007 al D.lgs 81/2008

Nell'agosto 2007, la Legge 123/2007, amplia le fattispecie di reato che possono essere commesse dagli enti: la responsabiltà amministrativa delle aziende entra nel campo sicurezza attraverso una estensione delle sanzioni previste per i reati di "Omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro".

Tali sanzioni, come già accadeva per quelle derivanti dalla responsabiltà amministrativa delle aziende, possono essere comminate anche all'ente (aziende), e non soltanto ai soggetti legati ad esso (amministratori, dipendenti e collaboratori esterni) che li hanno commessi.

La vera novità sta nel fatto che i delitti di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime (artt. 589 e 590, comma 3°, codice penale), conseguenti a violazione delle norme sulla sicurezza (art. 25-septies del D. 231/2001), si aggiungono alle fattispecie di responsabiltà amministrativa di aziende, società ed enti, di cui all'art. 9 del D.lgs 231/2001.

L'entrata in vigore del D.lgs 81/2008 segna un ulteriore passo avanti: mentre infatti il modello, avente la capacità di escludere la responsabiltà amministrativa delle aziende (esimente), introdotto nel vecchio decreto 231/2001 non è da ricondurre in alcun modo a modelli tipizzati, lasciando libere le aziende di decidere come implementarlo ed eventualmente quale seguire, l'art. 30 del D.Lgs. 81/2008, riconosce la capacità esimente (esclusione della responsabiltà amministrativa) proprio a modelli tipizzati, in particolare a quelli di cui alla norma OHSAS 18001:2007 ovvero al modello UNI INAIL (28.09.2001), che definiscono dei Sistemi Gestionali di Sicurezza sul Lavoro (SGSL).

Inoltre, l'art.30 del D.lgs 81/2008, a differenza del D.lgs 231/01, si spinge nel merito degli elementi che devono caratterizzare il modello e ne definisce i requisiti:

1) assicurare un sistema che consenta all'azienda di adempiere alle prescrizioni legali (art.30 c.1);
2) assicurare la registrazione di tale effettuazione (art.30 c.2);
3) attribuire poteri e competenze tecniche necessarie per assicurare verifica, gestione e controllo del rischio (art.30 c.3);
4) mettere in piedi un sistema sanzionatorio per reprimere le violazioni al modello (art.30 c.3);
5) implementare un sistema di vigilanza idoneo a verificare l'efficacia delle procedure attuate (art.30 c.4).



Il comma 5, infine, recita: "In sede di prima applicazione, i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti di cui al presente articolo per le 28 parti corrispondenti. Agli stessi fini ulteriori modelli di organizzazione e gestione aziendale possono essere indicati dalla Commissione di cui all'articolo 6."

In altre parole, il Testo Unico sulla Sicurezza, riconosce la capacità di escludere la responsabiltà ammninistrativa delle aziende ai due modelli citati ma questi devono rispondere a requisiti legislativamente imposti.

Che differenza c'è tra i due modelli? Entrambi hanno la stessa capacità di escludere la responsabiltà amministrativa in capo alle aziende? Quale modello conviene di più alle aziende?

La capacità di escludere la responsabiltà amministrativa del modello: la propensione per l'OHSAS 18001

Fermo restando che entrambi i modelli citati dall'art.30 (OHSAS e INAIL) fungono allo scopo per cui sono rammentati, hanno cioè entrambi la capacità di escludere per le aziende la responsabiltà amministrativa, anche se con le puntualizzazioni che seguono, dobbiamo sicuramente propendere per il modello definito dallo standard internazionale OHSAS 18001.

Non fosse altro che per il fatto che esso soltanto è certificabile da un ente esterno (un ente terzo, accreditato): ciò contribuisce a rafforzare il carattere di modello strutturato, efficace e aderente ai requisiti stabiliti dalla norma stessa.

Il sistema implementato secondo lo standard internazionale OHSAS 18001:2007 richiede limitate integrazioni rispetto al Modello 231. Ciò che occorre, infatti, sarebbe:

  • la costituzione dell'Organismo di Vigilanza ex art30 c.4
  • la redazione e attuazione di procedure atte a rilevare i comportamenti non conformi


Gli altri modelli richiederanno invece maggiori integrazioni rispetto a quelle appena indicate.

Per ulteriori approfondimenti si vedano le sezioni dedicate alla norma OHSAS 18001 e al sistema di gestione per la sicurezza sul lavoro.


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