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Indici infortuni

Infortuni sul lavoro

 

Cosa e quali sono gli indci (indicatori strutturali di rischio)

La norma
UNI 7249:2007 definisce:

  • Indice di frequenza: rapporto fra numero di infortuni e una misura della durata dell'esposizione al rischio, entrambi omogeneamente delimitati nel tempo e nello spazio (territorio, stabilimento, reparto, settore lavorativo ecc.). Formula = n° totale infortuni x 1.000.000 / n° di ore lavorate



  • Indice di gravità: rapporto fra una misura delle conseguenze invalidanti degli infortuni e una misura della durata dell'esposizione al rischio, entrambi omogeneamente delimitati nel tempo e nello spazio (territorio, stabilimento, reparto, settore lavorativo ecc.). Formula = [gg di assenza (escluso quello in cui l'infortunio è avvenuto) + gg di invalidità permanente x convenzione / n° di ore lavorate] x 1.000


La norma
UNI 7249:2007, integra l'indice di gravità, con:

  • Durata media dell'inabilità temporanea: rapporto tra numero gg effettivi di inabilità temporanea e il numero di infortuni
  • Durata mediana dellinabilità temporanea: numero gg effettivi di inabilità temporanea, relativa al caso di infortunio al di sopra e al di sotto del quale si distribuisce il 50% degli eventi.
  • Grado medio di inabilità permanente: rapporto fra la somma dei gradi di inabilità permanente e il relativo numero di infortuni.


INAIL e ISPESL utilizzano indici omologhi ma che prendono a riferimento, non le ore lavorate bensì il numero dei lavoratori addetti, come misura della durata dell'esposizione:

  • Frequenza relativa: (x 1000 addetti): rapporto tra eventi lesivi indennizzati (integrati per tenere conto dei casi non ancora liquidati) e numero degli esposti. Formula = n° totale infortuni x 1.000 (e, se si dipone di dati inferiori all'anno, il tutto x12) / n° persone esposte al rischio (se si dipone di dati inferiori all'anno, x numero mesi rilevati)
  • Rapporto di gravità: (x addetto): rapporto tra le conseguenze degli eventi lesivi indennizzati (integrati per tenere conto dei casi non ancora liquidati) e numero degli esposti. Formula = conseguenze invalidanti infortuni (se si dipone di dati inferiori all'anno, x12) / n° persone esposte al rischio (se si dipone di dati inferiori all'anno, x numero mesi rilevati).


Tutte le tipologie di conseguenze sono espresse in giornate perdute, quantificate sulla base di convenzioni internazionali recepite dall'U.N.I. (Ente Nazionale Italiano di Unificazione):

  • INABILITA' TEMPORANEA: giornate effettivamente perdute, compresi i giorni di carenza;
  • INABILITA' PERMANENTE: ogni grado di inabilità equivale a 75 giornate perdute;
  • MORTE: ogni caso equivale a 7500 giornate perdute.


Qualora uno stesso evento abbia avuto più conseguenze, il caso viene attribuito alla conseguenza più grave.

Ulteriori elaborazioni statistiche effettuate sulle "Frequenze relative" e sui "Rapporti di gravità" hanno permesso di determinare i seguenti indicatori di rischio:

  • NUMERI INDICI DELLE FREQUENZE RELATIVE: ottenuti rapportando il valore della Frequenza relativa al corrispondente valore totale riferito all'Italia, assumendo quest'ultimo come base = 100.
  • GRADUATORIE DELLE FREQUENZE RELATIVE: ottenute ordinando in senso decrescente i valori delle Frequenze relative (o dei relativi numeri indici) e attribuendo il numero di posizione 1 alla frequenza maggiore. L'ordine decrescente è stabilito dalla posizione assunta nella colonna intestata "Totale".
  • NUMERI INDICI DEI RAPPORTI DI GRAVITA': ottenuti rapportando il valore del Rapporto di gravità al corrispondente valore totale riferito all'Italia, assumendo quest'ultimo come base = 100.
  • GRADUATORIE DEI RAPPORTI DI GRAVITA': ottenute ordinando in senso decrescente i valori dei Rapporti di gravità (o dei relativi numeri indici) e attribuendo il numero di posizione 1 alla gravità maggiore. L'ordine decrescente è stabilito dalla posizione assunta nella colonna intestata "Totale".


NOTA BENE: a partire dal triennio 2000-2002 gli indici di frequenza e di gravità sono stati calcolati escludendo i casi di infortunio in itinere, in quanto non strettamente correlati al rischio della specifica attività lavorativa svolta dall'infortunato. Proprio dall'anno 2000, infatti, con l'entrata in vigore dell'art.12 del D.Lgs 38/2000, il fenomeno degli infortuni in itinere ha iniziato ad assumere dimensioni di rilevanza statistica. Tale modificazione, peraltro, si conforma alla metodologia di rilevazione degli infortuni sul lavoro adottata da Eurostat (ufficio di statistica dell'Unione Europea).

Indici - precisazioni per le statistiche

Gli indici sono utili a fornire dati sui livelli di rischio, indicare reparti, gruppi di lavoratori, operazioni o condizioni di lavoro critiche, in cui stabilire prioritariamente interventi preventivi.



Per essere considerati significativi i dati utilizzati nell'analisi devono essere adeguati per:

Quantità: si consiglia una analisi condotta su una serie di dati almeno quinquennale (un singolo evento molto grave varierebbe infatti molto sensibilmente gli indici, senza essere di fatto realistico)
Qualità: se si desidera effettuare comparazioni, bisogna tenere in considerazione eventuali disomogeneità di lavorazioni, impianti, macchine, procedure e condizioni al contorno.

Se si desidera fare un confronto con i dati elaborati dall'INAIL occorre tenere presente che l'ente distingue tra infortuni denunciati e infortuni riconosciuti, prendendo in considerazione solo questi ultimi.

Gli indici devono essere elaborati per gruppi di lavoratori omogenei.

Il vantaggio di utilizzare gli indici calcolati con la formula proposta dall'INAIL consente di avere a disposizione un dato di più facile determinazione (non sempre infatti è facile disporre delle ore lavorate) e soprattutto di poter fare confronti con gli stessi dati Inail.

Di contro occorre tenere presente che i dati INAIL si riferiscono a macro analisi, in cui sono inseriti dati provenienti da aziende con realtà anche, di fatto, molto diverse tra loro: questo comporta che avremo un termine di paragone basato su dati solo grossolanamente rispondenti alla realtà della piccola azienda.

Sarebbe pertanto un errore risolvere un confronto in maniera positiva solo perché i dati della singola realtà aziendale in esame, si attestano inferiori rispetto ai dati dell'Ente (ciò sarebbe contrario peraltro anche alla logica del miglioramento continuo).

Tali indici sono invece utili per fornire confronti interni alla stessa azienda: andamenti temporali di un settore, confronti con altri settori omologhi.

Per ulteriori approfondimenti vedere la sezione dedicata alle statistiche e quella dedicata alla analisi.
Inoltre, per domande e chiarimenti, è possibile visitare il FORUM.



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