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Guide Pratiche > Rifiuti (guida pratica)

Classificazione dei rifiuti (operativo)

Questa pagina ti guida passo dopo passo nella classificazione operativa dei rifiuti e nell’assegnazione corretta del codice EER/CER.

La classificazione dei rifiuti

Obiettivo e output attesi

Obiettivo operativo

Attribuire a ogni rifiuto il codice EER/CER corretto, distinguendo tra rifiuti pericolosi e non pericolosi.

Output attesi

  • codice EER/CER assegnato a ciascun rifiuto;
  • indicazione pericoloso / non pericoloso;
  • elenco dei casi che richiedono analisi di caratterizzazione o omologa.

Prerequisiti

Prima di procedere devi avere:

  • descrizione del processo che genera il rifiuto;
  • composizione nota o presunta del rifiuto;
  • informazioni sulle sostanze impiegate (SDS);
  • risultati di caratterizzazione (se già disponibili).

👉 Se non hai questi dati, torna a: Istruzioni per la classificazione dei rifiuti.

Struttura dei codici EER/CER (richiamo operativo)

L’Elenco Europeo dei Rifiuti (EER, ex CER) utilizza codici a 6 cifre, organizzati in tre livelli:

  • 1ª coppia (XX)capitolo: processo o attività di origine
      • Esempio: 02 = rifiuti dell’agricoltura e dell’industria alimentare

  • 2ª coppia (XX XX) sotto-capitolo
      • Esempio: 02 02 = lavorazione carne e pesce

  • 3ª coppia (XX XX XX)voce specifica
      • Esempio: 02 02 03 = scarti di macellazione non commestibili

📌 Regola chiave: si parte sempre dal processo di origine, non dalla “forma” del rifiuto.

Procedura decisionale passo-passo (assegnazione EER/CER)

▶ Step 1 – Individua il capitolo di origine

Cerca il capitolo EER coerente con l’attività che genera il rifiuto.

📌 Output: capitolo individuato (es. 02, 07, 16, 17…)

▶ Step 2 – Seleziona il sotto-capitolo

All’interno del capitolo, individua il sottogruppo coerente con il processo.

📌 Output: sotto-capitolo individuato (es. 02 02, 07 05, 17 09…)

▶ Step 3 – Scegli la voce a 6 cifre

Seleziona la voce specifica che descrive il rifiuto.

📌 Output: 1–2 codici candidati

▶ Step 4 – Verifica se è un “codice specchio”

Se esiste una coppia pericoloso / non pericoloso (asterisco *), sei in presenza di un codice specchio.

👉 In questo caso non puoi scegliere a occhio: serve verifica della pericolosità.

▶ Step 5 – Determina la pericolosità (codici specchio)

Confronta la composizione del rifiuto con le caratteristiche di pericolo HP e le soglie normative.

📌 Output:
  • scelta del codice con * (pericoloso)
  • oppure del codice senza * (non pericoloso)

Esempi pratici di classificazione (casi reali)

▶ Laboratorio chimico

  • Capitolo: 07
  • Sottogruppo: 07 05
  • Codici possibili:
    • 07 05 03* solventi clorurati pericolosi
    • 07 05 13 solventi non pericolosi
      • 📌 Decisione: dipende dalla composizione reale → serve caratterizzazione

▶ Cantieri edili

  • Capitolo: 17
  • Materiali isolanti:
    • 17 06 05* (con amianto)
    • 17 06 04 (senza amianto)

▶ Azienda elettronica

  • Capitolo: 16
  • Apparecchiature:
    • 16 02 15* componenti pericolosi
    • 16 02 14 non pericolosi
      • 📌 Decisione: dipende dalla presenza di sostanze pericolose

Errori tipici da evitare

  • scegliere il codice “per analogia”;
  • ignorare i codici specchio;
  • non documentare la scelta;
  • usare codici “di comodo” per semplificare;
  • non aggiornare la classificazione quando cambia il processo.

Passi successivi nel flusso

Una volta assegnato il codice EER/CER:

Mini-checklist operativa

  • ☐ capitolo scelto in base al processo di origine
  • ☐ sottogruppo coerente
  • ☐ verifica codice specchio
  • ☐ pericolosità valutata con dati
  • ☐ decisione documentata
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