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Aree Tematiche > AMBIENTE > La Gestione dei Rifiuti

Rifiuti urbani e assimilabili

La distinzione tra rifiuti urbani e rifiuti prodotti dalle attività economiche è un passaggio fondamentale per una corretta gestione dei rifiuti in azienda.

Nel tempo, il quadro normativo è cambiato e il concetto tradizionale di “rifiuti assimilabili agli urbani” è stato ridefinito. In questa pagina il tema viene affrontato in chiave operativa e aggiornata, per chiarire cosa si intende oggi per rifiuti urbani e quali implicazioni pratiche ha questa distinzione per le aziende.
Raccolta differenziata rifiuti urbani

Rifiuti urbani e rifiuti prodotti dalle attività economiche

La normativa vigente distingue i rifiuti principalmente in base all’origine e alle caratteristiche, superando l’impostazione tradizionale basata sull’assimilazione generica.

Oggi, alcuni rifiuti prodotti da attività economiche possono rientrare nella categoria dei rifiuti urbani, solo se presentano caratteristiche analoghe, per natura e composizione, a quelli prodotti dalle utenze domestiche.

La classificazione non dipende quindi esclusivamente da chi produce il rifiuto, ma dalle caratteristiche del rifiuto stesso.

Cosa si intende oggi per rifiuti urbani

I rifiuti urbani comprendono:

  • i rifiuti prodotti dalle utenze domestiche;
  • alcune tipologie di rifiuti prodotti da attività non domestiche che risultano simili ai rifiuti domestici, secondo i criteri previsti dalla normativa vigente.

Dal punto di vista operativo, questo significa che non tutti i rifiuti prodotti da un’azienda possono essere considerati urbani, anche se non pericolosi.

Ogni rifiuto deve essere valutato in base alle sue caratteristiche effettive.

Superamento del concetto tradizionale di “rifiuti assimilabili”

In passato, la gestione dei rifiuti faceva riferimento ai “rifiuti speciali assimilati agli urbani”, sulla base di criteri definiti anche a livello locale.

Con l’aggiornamento normativo, questo concetto è stato superato e ridefinito.
Oggi non si parla più di assimilazione in senso generico, ma di inclusione di specifiche tipologie di rifiuti non domestici nella categoria dei rifiuti urbani, se rispettano le condizioni previste dalla normativa.

Dal punto di vista operativo, è quindi necessario verificare caso per caso se un rifiuto prodotto dall’azienda rientra tra quelli classificabili come urbani oppure se deve essere gestito come rifiuto speciale.

Implicazioni operative per le aziende

Per le aziende, questa distinzione comporta che:

alcuni rifiuti prodotti possono rientrare nella gestione dei rifiuti urbani, se conformi alla definizione normativa;
tutti gli altri rifiuti prodotti dalle attività aziendali restano rifiuti speciali e devono essere gestiti con modalità dedicate;
la responsabilità della corretta classificazione rimane in capo all’azienda.

Una classificazione errata può comportare modalità di gestione non corrette, con conseguenze operative e sanzionatorie.

👉 Approfondisci nella pagina Classificazione dei rifiuti aziendali.

Collegamento con la gestione complessiva dei rifiuti

La corretta distinzione tra rifiuti urbani e rifiuti speciali influisce direttamente su:

  • modalità di raccolta e conferimento;
  • responsabilità operative;
  • controlli e verifiche;
  • gestione del smaltimento finale dei rifiuti.

Questa valutazione è quindi parte integrante della gestione dei rifiuti in azienda.

👉 Torna alla pagina Gestione dei rifiuti in azienda.

Gestire correttamente i rifiuti urbani e i rifiuti aziendali

Gestire correttamente i rifiuti significa conoscere le tipologie di rifiuti prodotti, applicare criteri aggiornati di classificazione e mantenere il controllo sulle modalità di gestione adottate.

I contenuti di questa pagina forniscono un supporto operativo per affrontare questa distinzione in modo consapevole, ordinato e coerente con la normativa vigente.
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