AREE TEMATICHE > SICUREZZA SUL LAVORO > Valutazione dei rischi
Differenza tra Pericolo e Rischio
Quando si parla di sicurezza sul lavoro, è essenziale comprendere la distinzione tra "pericolo" e "rischio". Questi termini, sebbene correlati, hanno significati diversi e specifici che sono fondamentali per prevenire incidenti e proteggere la salute dei lavoratori.
In sintesi (30 secondi)
- Pericolo: una fonte o situazione che può causare un danno (es. sostanza chimica, lavoro in quota, organi in movimento).
- Rischio: la possibilità reale che quel pericolo causi un danno, considerando probabilità e gravità.
- Esempio: una tigre è un pericolo; il rischio cambia se è in gabbia, a distanza o se ci entri insieme.
Confronto rapido tra pericolo e rischio
Che cos’è
- Pericolo: Fonte/situazione con potenziale di danno
- Rischio: Probabilità × gravità del danno
Da cosa dipende
- Pericolo: Dalla natura dell’attività/ambiente
- Rischio: Esposizione, barriere, comportamenti, controlli
Come si riduce
- Pericolo: Eliminazione/sostituzione (quando possibile)
- Rischio: Misure tecniche/organizzative/procedurali/DPI
Esempio
- Pericolo: Rumore, lama, sostanza corrosiva
- Rischio: Danno uditivo/taglio/ustione nello specifico contesto
Definizione di Pericolo
Pericolo è una fonte di potenziale danno o una situazione con il potenziale di causare lesioni o danni alla salute, alla proprietà o all'ambiente. Il pericolo, si dice, è "inerente all'oggetto o alla situazione stessa".
Cosa vuol dire? Vuol dire che il pericolo è qualcosa che è insito nella cosa o nella situazione stessa e che ha il potenziale (cioè semplicemente potrebbe) causare un danno. Ancora non lo fa, perché non ci sono le condizioni concrete per farlo ma potrebbe causarlo.
Pensiamo ad esempio a una tigre: è un animale pericoloso, giusto? Ecco, possiamo dire che la tigre è un pericolo perché potrebbe ferire qualcuno, presentandosi le condizioni idonee (ad es. la tigre che è fuggita dalla gabbia allo zoo). Altri esempi di pericoli, senza avere la pretesa di essere esaustivi, al successivo paragrafo.
Esempi di pericoli
- Pericolo chimico: la presenza di sostanze chimiche corrosive come l'acido cloridrico.
- Pericolo fisico: macchinari con parti in movimento che possono causare lesioni da taglio o schiacciamento.
- Pericolo biologico: esposizione a agenti patogeni come batteri o virus.
- Pericolo ergonomico: attività lavorative che richiedono posture scomode o movimenti ripetitivi che possono causare stress fisico.
Definizione di Rischio
Rischio è la probabilità che un pericolo si concretizzi e provochi un danno, combinata con la gravità del danno stesso. Il rischio è cioè una misura (un calcolo, se vogliamo) della possibilità che il pericolo si trasformi in un incidente reale.
Torniamo all'esempio precedente, quello della tigre. Abbiamo detto che la tigre è un pericolo, ovvero una potenziale fonte di danno. E tale resta se non si verificano le condizioni per cui la tigre, potenziale fonte di pericolo appunto, si trasformi in un pericolo reale, ovvero un rischio. E quando si trasforma in un rischio?
Come vedete, quando parliamo di rischio, introduciamo 2 elementi ulteriori e importanti, ovvero: la probabilità e la gravità (danno).
La tigre che scappa dalla gabbia ha o no il potenziale di fare male a qualcuno? Certamente! Quando e come può far male? In che modo? E quale danno ci aspettiamo che faccia? Ecco che qui arriviamo alla definizione di rischio: il Rischio è la Probabilità che un Danno potenziale si verifichi; valutare il rischio significa quindi, una volta individuato il pericolo (la tigre), valutare quale Probabilità c'è che qualcuno si faccia male e con quali effetti (Danno o Gravità), ovvero che quel pericolo produca danni.
Da qui la classica formula di rischio: R = P x D dove R è il Rischio che si calcola moltiplicando la Probabilità x la magnitudo del Danno aspettato.
Esempi di rischi
- Rischio chimico: la probabilità che un lavoratore venga esposto a un acido corrosivo durante la manipolazione e le possibili ustioni che ne derivano.
- Rischio fisico: la possibilità che un lavoratore possa subire lesioni da taglio da una lama di una macchina non protetta e la gravità di tali lesioni.
- Rischio biologico: la probabilità di contrarre una malattia infettiva lavorando in un laboratorio e la gravità della malattia.
- Rischio ergonomico: la probabilità che un lavoratore sviluppi problemi muscolo-scheletrici a causa di posture scorrette e la gravità di questi problemi.
Differenza chiave tra Pericolo e Rischio
Detto questo possiamo dunque dire che la differenza fondamentale tra pericolo e rischio è che:
- Il PERICOLO rappresenta la fonte di danno.
- Il RISCHIO rappresenta la probabilità che quel danno si verifichi e la gravità delle conseguenze.
Esempi Pratici per capire la differenza
Scenario 1: lavoro in un Laboratorio Chimico
- Pericolo: la presenza di acido solforico concentrato.
- Rischio: la probabilità che un lavoratore venga a contatto con l'acido solforico a causa di pratiche di manipolazione insicure e la gravità delle possibili ustioni chimiche.
Scenario 2: utilizzo di Macchinari Pesanti
- Pericolo: macchina industriale con lame affilate.
- Rischio: la possibilità che un lavoratore possa subire un taglio a causa dell'uso improprio della macchina o della mancanza di protezioni e la gravità delle lesioni.
Scenario 3: ufficio con Scarsa Ergonomia
- Pericolo: scrivanie e sedie non ergonomiche.
- Rischio: la probabilità che i dipendenti sviluppino problemi muscolo-scheletrici come mal di schiena o sindrome del tunnel carpale a causa di una cattiva postura prolungata e la gravità di questi problemi.
Un'analogia per chiarire la differenza: lo squalo e il bagnante
Per rendere ancora più chiaro il concetto, consideriamo un'analogia con uno squalo e un bagnante:
- Pericolo: immagina uno squalo che nuota vicino alla riva. Lo squalo è una fonte di potenziale danno: questo è il pericolo. Anche se il bagnante sta in riva al mare e vede lo squalo, è consapevole della sua presenza e del pericolo che rappresenta.
- Rischio: il rischio si manifesta quando il bagnante decide di tuffarsi e nuotare con lo squalo in acqua. A questo punto, lo squalo non è più solo un pericolo potenziale, ma diventa un rischio concreto. Il rischio è quindi la probabilità che il bagnante venga attaccato dallo squalo e la gravità delle possibili conseguenze di tale attacco.
Perché questa differenza è fondamentale nel DVR
Nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), confondere pericolo e rischio porta spesso a errori di valutazione che incidono direttamente sull’efficacia delle misure di prevenzione.
Un primo errore frequente è sottostimare il rischio perché il pericolo è noto o considerato “normale”, anche quando l’esposizione reale dei lavoratori è elevata.
Un secondo errore, opposto ma altrettanto critico, è sovrastimare tutti i rischi semplicemente perché sono presenti numerosi pericoli, senza considerare le misure già adottate e le reali condizioni operative.
La valutazione dei rischi parte sempre dall’identificazione dei pericoli, ma diventa uno strumento decisionale solo quando consente di stimare quanto e come quel pericolo può concretamente causare un danno, stabilendo priorità di intervento coerenti.
Per questo motivo, la distinzione tra pericolo e rischio è un passaggio centrale in ogni DVR strutturato e aggiornato.
Domande frequenti su pericolo e rischio
Il pericolo esiste anche se nessuno è esposto?
Sì. Il pericolo è una proprietà della fonte o della situazione. Il rischio, invece, dipende dall’esposizione reale e dalle condizioni operative.
Il rischio può essere pari a zero?
In pratica raramente. Il rischio può diventare trascurabile quando il pericolo è eliminato o quando l’esposizione è impedita da misure efficaci e stabili.
Cosa si intende per rischio residuo?
È il rischio che rimane dopo l’applicazione delle misure di prevenzione e protezione. Serve a valutare se sono necessari ulteriori interventi.
Perché nel DVR si parla di probabilità e gravità?
Perché la priorità degli interventi dipende sia dalla probabilità che l’evento si verifichi, sia dalla gravità delle possibili conseguenze.
Perché pericolo e rischio vengono spesso confusi?
Perché nel linguaggio comune sono usati come sinonimi. Nella sicurezza sul lavoro, invece, distinguerli è fondamentale per valutare correttamente le misure da adottare.
Gestione di Pericoli e Rischi
Gestire la sicurezza sul lavoro richiede un approccio sistematico per identificare i pericoli e valutare i rischi associati.
Ecco i passaggi chiave:
- Identificazione dei pericoli: riconoscere tutte le potenziali fonti di danno.
- Valutazione del rischio: determinare la probabilità e la gravità dei danni che potrebbero derivare dai pericoli identificati.
- Implementazione delle misure di controllo: applicare misure preventive per eliminare o ridurre i rischi, come l'uso di dispositivi di protezione individuale (DPI), la formazione dei lavoratori e la modifica dei processi lavorativi.
Conclusione
Distinguere tra pericolo e rischio è fondamentale per una gestione efficace della sicurezza sul lavoro. Un'identificazione corretta dei pericoli e una valutazione accurata dei rischi permettono di implementare misure preventive efficaci, proteggendo così la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Approfondisci la valutazione dei rischi nella nostra Guida Completa alla Valutazione dei Rischi, dove troverai ulteriori dettagli su come identificare, analizzare e gestire i rischi sul lavoro.