Guide Pratiche > Valutazione dei rischi (guida pratica)
Analisi qualitativa e quantitativa dei rischi: guida pratica operativa
Dopo aver identificato i pericoli, devi stimare quanto è alto il rischio per ciascuno.
Qui entrano in gioco due approcci complementari:
- analisi qualitativa → stima con classi (basso/medio/alto);
- analisi quantitativa → stima con valori numerici (indici, matrici, punteggi).
Questa guida ti mostra quando usare l’una o l’altra e come applicarle in modo operativo senza complicare inutilmente il DVR.
In sintesi (30 secondi)
- L’analisi qualitativa è rapida e adatta alla maggior parte dei contesti operativi.
- L’analisi quantitativa serve quando devi prioritizzare con criteri numerici o confrontare scenari.
- Entrambe stimano il rischio combinando probabilità × gravità.
- L’obiettivo non è il numero perfetto, ma decidere le priorità di intervento.
Analisi qualitativa: quando usarla e come farla
L’analisi qualitativa classifica i rischi in categorie (es. basso/medio/alto).
Quando usarla
- contesti operativi standard;
- quando servono decisioni rapide;
- quando i dati numerici non sono disponibili.
Come applicarla (procedura pratica)
- assegna una classe di probabilità (bassa/media/alta);
- assegna una classe di gravità (lieve/media/grave);
- usa una matrice semplice per ottenere il livello di rischio;
- definisci le azioni minime per ogni classe di rischio.
Output pratico: elenco dei rischi con priorità operative chiare.
Analisi quantitativa: quando usarla e come farla
L’analisi quantitativa attribuisce valori numerici a probabilità e gravità.
Quando usarla
- processi complessi o critici;
- confronto tra scenari alternativi;
- necessità di priorità più “fini”;
- monitoraggio nel tempo dell’efficacia delle misure.
Come applicarla (procedura pratica)
- definisci scale numeriche per probabilità e gravità (es. 1–5);
- calcola l’indice di rischio (es. R = P × D);
- stabilisci soglie di accettabilità (es. R ≤ 4 accettabile; R > 10 critico);
- pianifica le misure in funzione delle soglie.
Output pratico: ranking dei rischi e priorità numeriche di intervento.
Come scegliere tra qualitativa e quantitativa (check operativo)
Usa questo criterio rapido:
- pochi rischi + contesto semplice → qualitativa
- molti rischi + contesto complesso → quantitativa
- decisioni strategiche/investimenti → quantitativa
- prima valutazione/aggiornamenti rapidi → qualitativa
👉 Puoi anche combinare: qualitativa per il quadro generale, quantitativa per i rischi prioritari.
Esempio pratico (stesso pericolo, due approcci)
Pericolo: organi in movimento su una macchina
- Qualitativa
Probabilità: media
Gravità: grave
→ Rischio alto → azioni immediate
- Quantitativa
Probabilità = 3 (su 5)
Gravità = 4 (su 5)
→ R = 12 (soglia critica) → intervento prioritario
👉 Il risultato operativo è lo stesso: priorità alta. Cambia il livello di dettaglio.
Errori tipici da evitare
credere che i numeri rendano la valutazione “scientifica” di per sé;
- usare scale troppo complesse senza reale utilità decisionale;
- non definire soglie di intervento;
- non rivedere le stime dopo l’introduzione delle misure;
- usare lo stesso metodo per tutti i contesti senza criterio.
Output concreti che devi ottenere
Alla fine dell’analisi devi avere:
- una priorità chiara dei rischi (cosa trattare prima);
- criteri per decidere dove intervenire subito e dove programmare;
- una base oggettivata per giustificare le misure di mitigazione.
Se l’analisi non porta a decisioni operative, è solo un esercizio formale.
Collegamento con le fasi successive della valutazione
Una volta stimato il livello di rischio, devi decidere come ridurlo.
👉 Per la mappa completa del percorso operativo, vai alla guida completa alla Valutazione dei Rischi.
👉 Prossimo passo operativo: Classificazione dei rischi e criteri di valutazione (per definire soglie e priorità di intervento).