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Guide Pratiche > Rifiuti (guida pratica)

Istruzioni per la classificazione dei rifiuti in azienda

Questa pagina fornisce le istruzioni operative per avviare correttamente la classificazione dei rifiuti in azienda.
È pensata per chi deve fare la classificazione, non per chi vuole solo capirne il significato teorico.

Obiettivo della procedura

Obiettivo operativo

Consentire all’azienda di attribuire correttamente una prima classificazione ai rifiuti prodotti, preparando i passaggi successivi (caratterizzazione, omologa, deposito temporaneo, documenti).

Risultato atteso (output)

  • elenco dei rifiuti prodotti con classificazione preliminare;
  • prime ipotesi di codici CER/EWC;
  • evidenza delle informazioni mancanti da completare nella fase di caratterizzazione.

Prerequisiti (cosa serve prima di iniziare)

Prima di iniziare la classificazione, assicurati di avere:

  • elenco delle attività/processi che generano rifiuti;
  • descrizione dei materiali in ingresso (materie prime, prodotti chimici, consumabili);
  • conoscenza dei punti di produzione dei rifiuti (reparti, fasi operative);
  • schede di sicurezza (SDS) dei prodotti utilizzati, se pertinenti.

👉 Se non hai ancora mappato le fonti di rifiuto, torna al: Flusso operativo di gestione dei rifiuti in azienda.

Step operativi (procedura passo-passo)

▶ Step 1 – Identifica la fonte del rifiuto

Per ogni rifiuto, indica:

  • dove nasce (reparto/fase);
  • da quale attività deriva;
  • in che momento del processo si genera.

📌 Output: elenco rifiuti con indicazione della fonte.

▶ Step 2 – Descrivi il rifiuto in modo concreto

Per ogni rifiuto, descrivi:

  • composizione nota o presunta;
  • stato fisico (solido/liquido/fangoso);
  • presenza di contaminazioni;
  • collegamento con materiali o sostanze usate nel processo.

📌 Output: scheda descrittiva per ciascun rifiuto.

▶ Step 3 – Inquadra la tipologia di rifiuto

Verifica se il rifiuto rientra tra:

  • rifiuti urbani/assimilabili;
  • rifiuti speciali.

👉 Collegamento concettuale:


📌 Output: tipologia di rifiuto attribuita.

▶ Step 4 – Ipotesi di codice CER/EWC

Individua i possibili codici CER/EWC compatibili con:

  • l’attività che genera il rifiuto;
  • la composizione descritta;
  • il capitolo di origine del rifiuto.

⚠️ In questa fase si tratta di ipotesi di lavoro, da confermare con la caratterizzazione/omologa.

📌 Output: 1–2 codici CER/EWC ipotizzati per ciascun rifiuto.


▶ Step 5 – Verifica preliminare della pericolosità

Valuta se, in base alle informazioni disponibili, il rifiuto potrebbe essere pericoloso:

  • presenza di sostanze pericolose nel processo;
  • contaminazioni note;
  • indizi di pericolosità.

👉 Inquadramento concettuale: Categorie di pericolosità dei rifiuti (Aree Tematiche).

📌 Output: indicazione preliminare “potenzialmente pericoloso / non pericoloso”.

Cosa NON fare (errori tipici in questa fase)

Evita di:

  • attribuire codici CER “per abitudine” o per analogia;
  • classificare senza conoscere l’origine del rifiuto;
  • ignorare contaminazioni o residui di processo;
  • confondere tipologia di rifiuto con pericolosità;
  • saltare la fase di caratterizzazione quando i dati sono incompleti.

Passo successivo nel flusso operativo

Una volta completata la classificazione preliminare, devi:

  • verificare tecnicamente il rifiuto;
  • confermare il codice CER/EWC;
  • stabilire se è pericoloso o non pericoloso.

👉 Prosegui con:

Mini-checklist operativa (verifica rapida)

Prima di considerare chiusa la classificazione preliminare, verifica che:

  • ☐ ogni rifiuto abbia una fonte chiara
  • ☐ la descrizione sia concreta (non generica)
  • ☐ la tipologia (urbano/assimilabile/speciale) sia definita
  • ☐ ci sia almeno un CER/EWC ipotizzato
  • ☐ sia indicata una pericolosità preliminare
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