Vai ai contenuti
Salta menù
Salta menù
Guide Pratiche > Valutazione dei rischi (guida pratica)

Misure preventive e correttive: differenze pratiche

Nella gestione dei rischi, misure preventive e misure correttive non sono sinonimi.
Confonderle porta a interventi sbagliati: si interviene dopo quando si potrebbe prevenire, oppure si chiamano “prevenzione” azioni che in realtà riparano solo i danni.

Questa guida pratica chiarisce come distinguerle operativamente e quando usare l’una o l’altra nella valutazione dei rischi.

In sintesi (30 secondi)

  • Misure preventive → agiscono prima che l’evento si verifichi (riduzione della probabilità).
  • Misure correttive → agiscono dopo un evento, una non conformità o un quasi incidente (ripristino/miglioramento).
  • La prevenzione è sempre prioritaria; le correttive servono a chiudere il ciclo di miglioramento.
  • Le due tipologie devono essere pianificate, tracciate e verificate.

Misure preventive: cosa sono e quando usarle

Le misure preventive servono a evitare che l’evento accada o a ridurne la probabilità.

Esempi tipici di misure preventive:

  • eliminazione o sostituzione del pericolo;
  • protezioni tecniche (carter, interblocchi, segregazioni);
  • procedure di lavoro sicure;
  • formazione mirata prima dell’esposizione;
  • manutenzione preventiva.

Quando usarle:

  • sempre, come prima scelta nella mitigazione dei rischi.

Output pratico: riduzione strutturale della probabilità di accadimento.

Misure correttive: cosa sono e quando usarle

Le misure correttive servono a intervenire dopo che si è verificato un evento, un infortunio, un quasi incidente o una non conformità.

Esempi tipici di misure correttive:

  • modifica di una procedura dopo un incidente;
  • riparazione o adeguamento di una protezione inefficace;
  • aggiornamento della formazione dopo un evento;
  • revisione dell’organizzazione del lavoro dopo un near miss.

Quando usarle:

  • quando un evento o un’anomalia dimostrano che le misure preventive non erano sufficienti.

Output pratico: riduzione della probabilità che l’evento si ripeta.

Come usarle insieme (logica di miglioramento continuo)

Le misure preventive e correttive non si escludono, ma lavorano in sequenza:

1️⃣ Prevenzione → riduce il rischio prima che accada qualcosa
2️⃣ Evento / quasi evento → segnala un punto debole
3️⃣ Correzione → elimina o riduce il punto debole
4️⃣ Nuova prevenzione → aggiorna il sistema per il futuro

👉 Questa logica trasforma la valutazione dei rischi in un processo vivo, non in un documento statico.

Esempi pratici (stesso rischio, due tipi di misure)

Rischio di scivolamento su pavimento bagnato

  • Preventiva: pavimentazione antiscivolo, drenaggi, segnaletica stabile
  • Correttiva: modifica delle procedure di pulizia dopo un near miss

Rischio di taglio su macchina

  • Preventiva: carterature e interblocchi
  • Correttiva: revisione delle protezioni dopo un infortunio lieve

Errori tipici da evitare

  • chiamare “prevenzione” azioni fatte solo dopo l’incidente;
  • intervenire solo in modo correttivo senza rafforzare la prevenzione;
  • non analizzare le cause prima di definire le misure correttive;
  • non verificare l’efficacia delle misure nel tempo;
  • non aggiornare il DVR dopo eventi significativi.

Output concreti che devi ottenere

Alla fine di questa fase devi avere:

  • un elenco chiaro di misure preventive attive per i rischi prioritari;
  • un processo strutturato per gestire azioni correttive dopo eventi/near miss;
  • aggiornamenti periodici della valutazione dei rischi;
  • un collegamento operativo tra analisi dei rischi → azioni → verifica.

Collegamento con le fasi successive della valutazione

Ora che hai chiarito che tipo di misure stai applicando, serve definire chi fa cosa nella valutazione dei rischi.

👉 Per la mappa completa del percorso operativo, vai alla guida completa alla Valutazione dei Rischi.
👉 Prossimo passo operativo: Ruoli e responsabilità nella valutazione dei rischi (per assegnare compiti, responsabilità e flussi decisionali).
Torna ai contenuti
Menu