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AREE TEMATICHE > SICUREZZA SUL LAVORO > Dispositivi di protezione individuale (DPI)

Differenze fra DPI e Dispositivi di Protezione Collettiva

In ambito sicurezza sul lavoro, la differenza tra DPI (protezione individuale) e DPC (protezione collettiva) non è solo “di definizione”: incide su scelte tecniche, responsabilità del datore di lavoro, efficacia reale della prevenzione e priorità delle misure.

In questa pagina trovi: definizione chiara di DPC, confronto rapido DPI vs DPC, quando privilegiare la protezione collettiva e una lista di esempi utili.
DPI vs DPC differenza | SistemiGestione.com

Cosa Sono i Dispositivi di Protezione Collettiva?

I Dispositivi di Protezione Collettiva (DPC) sono misure o dispositivi implementati a livello collettivo all'interno dell'ambiente di lavoro per proteggere un gruppo di lavoratori o l'intera area da rischi comuni. A differenza dei DPI, che forniscono protezione individuale, i DPC sono progettati per affrontare situazioni in cui è necessario proteggere un numero significativo di persone o creare una barriera di sicurezza nell'ambiente di lavoro.

Questi dispositivi possono includere recinzioni di sicurezza per limitare l'accesso a zone pericolose, sistemi di allarme antincendio che avvisano tutti i presenti in caso di emergenza, sistemi di ventilazione che rimuovono vapori o gas nocivi e molte altre soluzioni di sicurezza a livello collettivo.

L'obiettivo dei DPC è prevenire incidenti e garantire la sicurezza di un gruppo di lavoratori o dell'intero ambiente di lavoro.

Differenze tra Dispositivi di Protezione Individuale e Collettiva

DPI e DPC perseguono lo stesso obiettivo (ridurre l’esposizione al rischio), ma lo fanno con logiche diverse.

Nota: per “DPC” si intendono sia dispositivi fisici (es. parapetti) sia soluzioni tecniche/impiantistiche (es. aspirazioni, ventilazione) progettate per proteggere più persone.

Confronto rapido

  • DPI: proteggono il singolo lavoratore (es. casco, guanti, occhiali, respiratori, imbracatura).
  • DPC: proteggono più persone o un’area (es. parapetti, segregazioni, aspirazioni localizzate, ventilazione, barriere, segnalazioni/impianti).

Le 5 differenze che contano davvero

1. Campo di protezione
  • DPI: individuo
  • DPC: area/gruppo

2. Affidabilità operativa
  • DPI: dipendono da indossamento corretto, compatibilità, addestramento e disciplina
  • DPC: riducono la dipendenza dal comportamento del singolo

3. Priorità nella prevenzione
  • DPC: in genere preferibili quando tecnicamente realizzabili ed efficaci
  • DPI: spesso complementari o necessari quando il rischio residuo non è riducibile diversamente

4. Gestione e manutenzione
  • DPI: controlli frequenti, sostituzione per usura/scadenza, gestione taglie/comfort
  • DPC: manutenzione impiantistica/strutturale e verifiche di efficienza

5. Impatto sull’organizzazione del lavoro
  • DPI: possono limitare comfort e prestazioni (se scelti male)
  • DPC: se progettati bene, proteggono senza “gravare” sull’operatore

In sintesi: i DPC riducono il rischio “alla fonte o lungo il percorso”, i DPI proteggono il lavoratore quando il rischio non è eliminabile o rimane residuo.

Quando usare un Dispositivo di Protezione Collettiva e quando Individuale?

La scelta tra l'uso di un Dispositivo di Protezione Collettiva (DPC) o un Dispositivo di Protezione Individuale (DPI) dipende da vari fattori, tra cui il tipo di rischio, la natura del lavoro e la disponibilità di misure di protezione. Ecco alcune linee guida generali:

La priorità delle misure nella normativa italiana (in pratica)

Nel D.Lgs. 81/2008 (misure generali di tutela) il principio è chiaro: nella gestione del rischio si privilegiano misure tecniche, organizzative e di protezione collettiva, e si ricorre ai DPI quando il rischio non può essere evitato o sufficientemente ridotto con altre misure.

In termini operativi:

  • prima si interviene con soluzioni “di processo/impianto/organizzazione” e DPC;
  • poi si integra con DPI per il rischio residuo o per attività specifiche.

(Esempio tipico: lavori in quota → prima parapetti/linee vita/soluzioni collettive ove applicabili, poi DPI anticaduta quando necessari.)

Usare un Dispositivo di Protezione Collettiva (DPC) quando:

  1. Il rischio è comune a un gruppo di lavoratori: se il rischio è condiviso da un gruppo di lavoratori, l'implementazione di un DPC può essere più efficiente ed efficace. Ad esempio, se c'è il rischio di caduta da un'altezza su una piattaforma di lavoro, è preferibile installare un corrimano o un parapetto.
  2. È possibile eliminare o ridurre il rischio con misure collettive: se è possibile eliminare o ridurre completamente il rischio implementando misure di protezione collettiva, come barriere, schermi o sistemi di ventilazione, allora i DPC sono la scelta preferita.
  3. Si evita di limitare la libertà di movimento dei lavoratori: i DPC, quando implementati correttamente, di solito non impediscono o limitano significativamente la libertà di movimento dei lavoratori, consentendo loro di svolgere le attività in modo più agevole.
  4. Si vuole evitare la dipendenza dall'uso individuale di dispositivi: l'uso di DPI può essere soggetto all'attenzione e alla consapevolezza individuale dei lavoratori. L'implementazione di DPC riduce la dipendenza da questa variabile e assicura una protezione più uniforme.

Usare un Dispositivo di Protezione Individuale (DPI) quando:

  1. Il rischio è specifico a un lavoratore o a un gruppo ristretto: se il rischio è specifico a un lavoratore o a un gruppo molto piccolo, l'uso di DPI personalizzati può essere la soluzione più appropriata.
  2. I DPC non sono sufficienti o pratici: in alcune situazioni, i DPC potrebbero non essere sufficienti per garantire una protezione adeguata o potrebbero non essere pratici da implementare. In questi casi, l'uso di DPI può essere la soluzione migliore.
  3. Non è possibile eliminare completamente il rischio: in alcune situazioni, il rischio non può essere completamente eliminato o ridotto con misure di protezione collettiva. In questi casi, l'uso di DPI è necessario per fornire una protezione aggiuntiva.
  4. Il lavoratore deve muoversi tra diverse aree con diversi rischi: se un lavoratore deve muoversi tra diverse aree di lavoro con rischi diversi, l'uso di DPI personalizzati può fornire la flessibilità necessaria.

In molti casi, la soluzione migliore potrebbe essere una combinazione di DPC e DPI, in modo da fornire la massima protezione ai lavoratori. È importante condurre una valutazione dei rischi dettagliata per determinare la strategia di protezione più adeguata per il contesto lavorativo specifico.
Gerarchia delle misure di sicurezza | SistemiGestione.com

Esempi pratici di DPC (per tipologia di rischio)

Cadute dall’alto / lavoro in quota

  • parapetti
  • corrimano
  • tavole fermapiede
  • reti di sicurezza
  • passerelle protette

Rischi meccanici / accesso a zone pericolose

  • segregazioni/recinzioni
  • ripari fissi o mobili interbloccati
  • barriere e schermi di protezione

Agenti aerodispersi (polveri, fumi, vapori)

  • aspirazione localizzata, cappe
  • ventilazione/ricambi d’aria
  • sistemi di confinamento

Rischi ambientali e organizzativi

  • segnaletica e delimitazioni
  • illuminazione di sicurezza
  • sistemi antincendio/allarme
  • barriere acustiche
Prosegui con l’aspetto operativo: Verifiche e manutenzione dei DPI (controlli, conservazione e criteri di sostituzione).
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