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Guide Pratiche > DUVRI (guida pratica)

Come si redige il DUVRI: guida operativa passo-passo

Questa guida ti mostra come redigere il DUVRI in modo operativo, non come “compilarlo per obbligo”.
L’obiettivo è ottenere un documento utilizzabile sul campo, che governi davvero le interferenze tra attività e non resti un allegato formale.

Qui trovi:

  • le fasi operative in ordine logico
  • la struttura minima del documento
  • cosa scrivere (e cosa evitare)
  • gli output concreti che devi ottenere

👉 Vedi un esempio pratico: Esempio di DUVRI commentato

In sintesi (30 secondi)

  • Il DUVRI si redige solo se serve davvero (verifica prima le interferenze).
  • Si parte dalle attività reali, non dai modelli precompilati.
  • Si descrivono interferenze specifiche, non rischi generici.
  • Le misure devono essere applicabili sul campo.
  • Il DUVRI va condiviso e aggiornato, non solo archiviato.

Fase 0 – Verifica che il DUVRI sia necessario

Prima di scrivere una riga, verifica se esistono davvero interferenze che generano rischi aggiuntivi.
Se non ci sono interferenze rilevanti, il DUVRI non è richiesto.

👉 Se hai dubbi, vedi: Quando serve davvero il DUVRI

Fase 1 – Mappa delle attività e dei soggetti coinvolti

Identifica:

  • attività del committente;
  • attività delle imprese esterne/lavoratori autonomi;
  • fasi temporali delle lavorazioni;
  • spazi, impianti e aree condivise.

Output di questa fase:
  • un elenco chiaro di chi fa cosa, dove e quando.

Fase 2 – Individuazione delle interferenze reali

Per ogni attività, chiediti:

  • si svolge nello stesso luogo di altre attività?
  • si sovrappone nel tempo ad altre lavorazioni?
  • utilizza spazi, impianti o vie di transito comuni?
  • può modificare le condizioni di sicurezza di altri?

Output di questa fase:
  • una lista di interferenze concrete (non pericoli generici).

Fase 3 – Valutazione dei rischi da interferenza

Per ogni interferenza individua:

  • quale evento pericoloso può verificarsi;
  • chi è esposto;
  • quali conseguenze possono derivare;
  • quali fattori aumentano il rischio (tempi, spazi, procedure carenti).

Qui non serve rifare il DVR:
  • ti concentri solo sui rischi che nascono dall’interazione tra attività diverse.

Fase 4 – Definizione delle misure di prevenzione e coordinamento

Per ogni interferenza definisci misure:

  • tecniche (separazioni fisiche, protezioni);
  • organizzative (programmazione lavori, turnazioni);
  • procedurali (regole operative condivise);
  • informative/formative (briefing, istruzioni operative);
  • DPI (se necessari per l’interferenza specifica).

Regola pratica:
  • se una misura non è applicabile sul campo, non serve metterla nel DUVRI.

Fase 5 – Struttura minima del DUVRI (cosa deve contenere)

Un DUVRI operativo dovrebbe includere almeno:

  • soggetti coinvolti e attività affidate;
  • descrizione del contesto operativo;
  • interferenze individuate;
  • rischi interferenziali associati;
  • misure di prevenzione e coordinamento;
  • modalità di informazione e coordinamento;
  • riferimenti organizzativi (chi coordina cosa);
  • modalità di aggiornamento.

👉 Vedi un esempio applicato: Esempio di DUVRI commentato

Fase 6 – Condivisione operativa prima dell’avvio lavori

Il DUVRI è utile solo se:

  • viene condiviso con i soggetti coinvolti;
  • è compreso da chi opera sul campo;
  • viene richiamato prima dell’avvio delle attività;
  • diventa riferimento operativo, non solo documento formale.

Fase 7 – Aggiornamento in caso di variazioni

Aggiorna il DUVRI quando cambiano:

  • attività affidate;
  • tempi o modalità operative;
  • spazi utilizzati;
  • imprese coinvolte;
  • condizioni di sicurezza del contesto.

Errori tipici da evitare

  • ❌ Copiare un modello generico senza adattarlo
  • ❌ Elencare rischi “standard” non legati alle interferenze
  • ❌ Confondere DUVRI e DVR
  • ❌ Inserire misure irrealizzabili
  • ❌ Redigere il documento senza coinvolgere chi lavora sul campo

Output concreti che devi ottenere

Alla fine dovresti avere:

  • un elenco chiaro delle interferenze;
  • rischi interferenziali specifici;
  • misure applicabili;
  • regole operative condivise;
  • un documento aggiornabile nel tempo.
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