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Aree Tematiche > SICUREZZA SUL LAVORO > DUVRI

Come si redige il DUVRI

Guida operativa per il datore di lavoro committente

A cosa serve questa guida

Questa pagina spiega come si redige il DUVRI dal punto di vista operativo, fornendo una sequenza logica di passaggi utili al datore di lavoro committente per gestire correttamente i rischi da interferenze.

Non vengono qui approfonditi:

  • il significato generale del DUVRI;

  • i casi di obbligatorietà;

  • le responsabilità normative.

Per questi aspetti di inquadramento generale si rimanda alla guida principale:

Prima di iniziare: cosa serve per redigere il DUVRI

Prima di procedere alla redazione del documento è necessario disporre di alcune informazioni di base, tra cui:

  • descrizione delle attività affidate in appalto;

  • informazioni sui luoghi di lavoro;

  • dati sulle imprese coinvolte;

  • cronoprogramma delle attività.

Questi elementi sono indispensabili per individuare correttamente le interferenze operative.

Fase 1 – Identificazione delle attività interferenti

Il primo passo consiste nell’individuare tutte le attività che possono interferire tra loro.

In particolare occorre:

  • analizzare le attività svolte dal committente;

  • analizzare le attività svolte dalle imprese appaltatrici;

  • verificare dove e quando tali attività si sovrappongono.

L’obiettivo è individuare le situazioni di compresenza o sovrapposizione che possono generare rischi aggiuntivi.

Fase 2 – Valutazione dei rischi da interferenza

Una volta identificate le interferenze, è necessario valutare i rischi specifici che ne derivano.

Questa fase comprende:

  • identificazione dei pericoli legati alle interferenze;

  • valutazione della probabilità e della gravità degli eventi potenziali;

  • individuazione delle criticità più rilevanti.

La valutazione deve concentrarsi esclusivamente sui rischi interferenziali, non sui rischi propri delle singole attività aziendali.

Fase 3 – Definizione delle misure di prevenzione e protezione

Per ogni rischio interferenziale individuato devono essere definite misure di prevenzione e protezione adeguate.

Le misure possono riguardare:

  • procedure operative condivise;

  • regole di accesso e utilizzo degli spazi;

  • coordinamento temporale delle attività;

  • informazioni e istruzioni per i lavoratori coinvolti.

Il coordinamento tra i soggetti è un elemento chiave per l’efficacia del DUVRI.

Fase 4 – Redazione del documento DUVRI

La redazione del DUVRI consiste nella formalizzazione delle informazioni raccolte nelle fasi precedenti.

Il documento dovrebbe contenere almeno:

  • descrizione delle attività interferenti;

  • elenco dei rischi da interferenza individuati;

  • misure di prevenzione e protezione adottate;

  • procedure di emergenza;

  • modalità di coordinamento tra i soggetti coinvolti.

Il DUVRI deve essere chiaro, comprensibile e facilmente consultabile.

Fase 5 – Aggiornamento e revisione del DUVRI

Il DUVRI non è un documento statico.

Deve essere aggiornato ogni volta che:

  • cambiano le attività svolte;

  • variano i soggetti coinvolti;

  • emergono nuove interferenze;

  • si modificano le condizioni operative.

Il monitoraggio e l’aggiornamento periodico sono fondamentali per mantenere il documento efficace nel tempo.

Esempio di struttura del DUVRI

A titolo orientativo, un DUVRI può essere strutturato come segue:

1. Introduzione e scopo del documento

2. Descrizione delle attività interferenti

3. Valutazione dei rischi da interferenza

4 . Misure di prevenzione e protezione

5. Procedure di emergenza

6. Aggiornamenti e revisioni

👉 Per un esempio pratico completo, vedi: Esempio di DUVRI

Conclusione

Sapere come si redige il DUVRI consente al datore di lavoro committente di gestire in modo strutturato i rischi da interferenze, migliorando il coordinamento tra le imprese e contribuendo alla prevenzione degli infortuni.

Il DUVRI, se correttamente redatto e aggiornato, rappresenta uno strumento operativo fondamentale nella gestione della sicurezza negli appalti.
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