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Guide Pratiche > Valutazione dei rischi (guida pratica)

Classificazione dei rischi e criteri di valutazione: guida pratica operativa

Dopo aver stimato il livello di rischio (qualitativo o quantitativo), devi classificare i rischi e definire criteri di valutazione che ti permettano di decidere cosa fare prima, cosa dopo e con quali urgenze.
Senza criteri chiari, la valutazione dei rischi resta descrittiva e non diventa uno strumento di governo delle priorità.

In sintesi (30 secondi)

  • La classificazione dei rischi serve a trasformare le stime in priorità operative.
  • I criteri di valutazione definiscono quando un rischio è accettabile, tollerabile o inaccettabile.
  • Le soglie vanno stabilite prima, non “a sentimento” dopo aver visto i risultati.
  • La classificazione deve guidare tempi, responsabilità e risorse.

Classificazione dei rischi: come strutturarla

La classificazione organizza i rischi in classi (es. basso/medio/alto/critico) o in fasce di priorità.

Come impostarla (procedura pratica)

  1. scegli le classi di rischio (es. 3 o 4 livelli);
  2. definisci cosa significa ogni classe in termini di azione richiesta;
  3. associa ogni rischio stimato alla sua classe;
  4. verifica che le classi siano coerenti con la realtà operativa.

Esempio di classi operative

  • Basso → monitoraggio
  • Medio → azioni programmate
  • Alto → intervento prioritario
  • Critico → intervento immediato / sospensione attività

Output pratico: mappa delle priorità di intervento.

Criteri di valutazione: come definirli in modo utile

I criteri di valutazione stabiliscono quando un rischio è:

  • accettabile
  • tollerabile con misure
  • non accettabile

Come definirli (procedura pratica)

  • fissa soglie chiare per ogni classe (es. per R = P × D);
  • collega ogni soglia a azioni obbligatorie;
  • definisci tempi massimi di intervento per le classi alte;
  • assegna responsabili per l’attuazione delle misure.

Output pratico: regole decisionali replicabili (non arbitrarie).

Come collegare classi di rischio e azioni (matrice decisionale)

Trasforma la classificazione in una matrice decisionale semplice:

  • Classe Bassa → nessun intervento immediato, monitoraggio periodico
  • Classe Media → piano di miglioramento con scadenza
  • Classe Alta → azioni correttive prioritarie
  • Classe Critica → misure immediate e, se necessario, stop attività

👉 Senza questa matrice, la classificazione resta teorica.

Errori tipici da evitare

  • definire classi di rischio senza collegarle ad azioni;
  • usare soglie non dichiarate (decisioni “a sensazione”);
  • classificare tutti i rischi come “medi” per evitare responsabilità;
  • non aggiornare classi e soglie dopo l’introduzione delle misure;
  • usare criteri diversi tra reparti/processi senza una logica comune.

Output concreti che devi ottenere

Alla fine di questa fase devi avere:

  • una graduatoria dei rischi per priorità di intervento;
  • regole chiare su quando intervenire e con che urgenza;
  • una base per pianificare misure di mitigazione e investimenti;
  • criteri replicabili per aggiornamenti futuri del DVR.

Collegamento con le fasi successive della valutazione

Ora che hai priorità e criteri, il passo successivo è decidere come ridurre i rischi.

👉 Per la mappa completa del percorso operativo, vai alla guida completa alla Valutazione dei Rischi.

👉 Prossimo passo operativo: Strategie di mitigazione dei rischi (per scegliere le misure più efficaci).
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