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Chi è l’auditor e cosa fa (operativamente)
Quando qualcuno cerca “come diventare auditor”, spesso non ha ancora chiaro che cosa fa davvero un auditor, giorno per giorno. E questo è il primo problema: se non hai una foto concreta del ruolo, rischi di investire tempo e soldi in una direzione che non ti appartiene.
In questa pagina trovi una descrizione pratica del lavoro dell’auditor: che cosa osserva, come ragiona, come comunica, quali errori evitare e quale mentalità serve per farlo bene.
L’auditor, in pratica, è un “lettore di realtà operativa”
Il compito centrale dell’auditor non è “controllare” nel senso comune del termine. È leggere e comprendere come funzionano le attività: cosa viene fatto, come viene fatto, con che livello di coerenza e con quali segnali di rischio o inefficienza.
Un auditor efficace sa fare una cosa molto precisa: trasformare ciò che vede e ascolta in evidenze.
Evidenze significa fatti osservabili (documenti, registrazioni, comportamenti, sequenze operative), non opinioni.
In pratica, l’auditor è una figura che:
- entra in un contesto operativo (un reparto, un ufficio, una gestione di attività);
- osserva l’esecuzione e le modalità di lavoro;
- fa domande mirate per capire “come gira” il processo;
- raccoglie riscontri;
- restituisce una valutazione strutturata.
Cosa fa concretamente durante una verifica
Una verifica (audit) non è una chiacchierata né una caccia agli errori. È un percorso ragionato. Nella pratica l’auditor:
1. Prepara
Capisce cosa deve osservare e con quale obiettivo. Si costruisce una scaletta mentale: “Cosa devo capire? Quali attività sono critiche? Quali punti meritano attenzione?”
2. Osserva e ascolta
Guarda come si lavora realmente. Spesso ciò che conta non è “cosa si dice” ma “cosa accade”. Un buon auditor guarda dettagli: passaggi, consegne, punti di confusione, differenze tra turni o persone.
3. Fa domande utili
Non domande “da interrogazione”, ma domande che fanno emergere il funzionamento reale:
- “Mi fai vedere come gestite questa situazione quando succede X?”
- “Da dove arriva questa informazione e dove va a finire?”
- “Se manca questo dato, cosa fate normalmente?”
4. Raccoglie evidenze
Evidenze non sono “sensazioni”. Sono riscontri: una registrazione, un modulo, un tracciamento, un esempio concreto di caso gestito, un passaggio osservato.
5. Interpreta e struttura
Il valore è qui: non basta raccogliere fatti, serve collegarli. L’auditor riconosce pattern: ripetizioni, punti deboli, incoerenze, rischi latenti.
6. Restituisce risultati
Racconta ciò che ha visto in modo chiaro e professionale, senza ambiguità e senza aggressività. Un auditor serio non “accusa”: descrive e argomenta.
Cosa NON fa un auditor (e perché è importante capirlo)
Molte persone rifiutano l’audit perché lo vivono come giudizio. Questo succede quando il ruolo è interpretato male.
Un auditor non è:
- un “poliziotto” interno;
- una figura punitiva;
- un capo che decide provvedimenti;
- un consulente che progetta soluzioni operative al posto degli altri.
Un auditor può segnalare criticità, ma il suo compito non è “fare il lavoro del processo”. È mettere in evidenza ciò che serve per decidere dopo, con chi ha responsabilità operative.
Se ti senti attratto dal ruolo perché “mi piace dire agli altri come devono lavorare”, è un segnale: rischi di fare l’auditor nel modo sbagliato.
La parte più difficile: la comunicazione
Il lavoro dell’auditor vive di relazione. La stessa evidenza può essere accettata o respinta in base a come la comunichi.
Un auditor efficace:
- crea un clima di confronto serio ma non difensivo;
- spiega “che cosa sto guardando e perché”;
- evita toni inquisitori;
- si concentra sui fatti (non sulle persone);
- gestisce con calma resistenze e nervosismo.
Ecco un esempio tipico.
Se una persona reagisce con “Ma noi facciamo sempre così”, un auditor inesperto si irrigidisce e parte lo scontro. Un auditor esperto torna ai fatti:
“Ok, aiutami a capire: quando succede X, quali passaggi seguite esattamente? Me lo fai vedere su un caso reale?”
Come capire se il ruolo fa per te
Il ruolo di auditor “piace” a chi:
- è curioso e osservatore;
- è ordinato e metodico;
- sa tenere separate persone e fatti;
- regge il confronto e l’ambiguità;
- è capace di ascoltare senza perdere l’obiettivo.
Il ruolo è faticoso per chi:
- si annoia sui dettagli;
- non ama fare domande;
- vive i conflitti come minaccia;
- ha bisogno di “controllare” più che capire.
Chiusura
Prima di pensare a corsi o certificazioni, la domanda corretta è: mi riconosco in questo lavoro?
Capire cosa fa davvero un auditor è il primo passo per scegliere un percorso realistico.
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