Aree Tematiche > AMBIENTE > Aspetti Ambientali
Identificazione degli Aspetti Ambientali
L’identificazione degli aspetti ambientali è il primo passo operativo per capire quali attività, processi o servizi dell’azienda possono generare interazioni con l’ambiente e richiedere gestione e controllo.
In questa pagina vediamo come individuare gli aspetti ambientali in modo pratico, partendo dal funzionamento reale dell’azienda, senza impostazioni “da sistema” e senza approcci teorici.
Cosa significa “identificare” un aspetto ambientale
Identificare un aspetto ambientale significa riconoscere cosa, nelle attività aziendali, produce un’interazione con l’ambiente.
In concreto, gli aspetti ambientali emergono quando l’azienda:
- produce rifiuti o scarti;
- genera emissioni o rilasci in atmosfera;
- produce scarichi o utilizza acqua nei processi;
- consuma energia o risorse naturali;
- utilizza sostanze, materiali o prodotti che possono avere effetti ambientali.
L’obiettivo non è creare un elenco “astratto”, ma costruire una mappa fedele di ciò che avviene nei processi e nelle attività quotidiane.
Da dove partire: attività e processi reali
Per identificare correttamente gli aspetti ambientali bisogna partire da:
- processi principali (produzione, erogazione servizi, logistica);
- processi di supporto (manutenzione, pulizie, magazzino, uffici);
- attività ordinarie e attività non ordinarie (avviamenti, fermate, emergenze, manutenzioni straordinarie).
Una buona identificazione è sempre legata a “cosa succede davvero”: luoghi, fasi operative, attrezzature, materiali, flussi in ingresso e in uscita.
Checklist operativa: cosa osservare in azienda
Per non tralasciare aspetti importanti, durante la ricognizione considera almeno questi elementi:
- materiali in ingresso (materie prime, imballaggi, sostanze, reagenti);
- attività svolte e fasi operative (lavorazioni, movimentazioni, stoccaggi);
- uscite (prodotti, sottoprodotti, rifiuti, scarichi, emissioni);
- stoccaggi e depositi (aree rifiuti, aree sostanze, serbatoi, contenitori);
- manutenzioni (oli, filtri, ricambi, lavaggi, pulizie impianti);
- trasporti e logistica (movimentazioni interne, carico/scarico, trasportatori);
- consumi (acqua, energia, carburanti).
Questa checklist serve a costruire un quadro completo senza trasformare l’attività in un esercizio teorico.
Esempi di aspetti ambientali (per tipologia di attività)
Gli aspetti ambientali variano in base al settore e ai processi. Esempi tipici:
- produzione/manifattura: scarti di lavorazione, sostanze utilizzate, emissioni da impianti, rifiuti pericolosi e non;
- logistica/magazzino: imballaggi, movimentazioni, stoccaggi, rifiuti da attività di supporto;
- uffici/servizi: toner e materiali di consumo, rifiuti assimilabili, consumi energetici;
- manutenzione: oli esausti, filtri, stracci contaminati, lavaggi, sostituzione componenti.
L’aspetto ambientale è sempre collegato a un’attività concreta: se non riesci a indicare “dove avviene”, probabilmente non è stato identificato correttamente.
Errori da evitare nell’identificazione
Durante l’identificazione degli aspetti ambientali, gli errori più comuni sono:
- limitarsi ai soli rifiuti e trascurare emissioni, scarichi o sostanze;
- descrivere aspetti troppo generici (es. “inquinamento”) senza legarli a processi reali;
- ignorare attività non ordinarie (manutenzioni, avviamenti, emergenze);
- confondere l’aspetto con l’impatto (l’aspetto è la causa operativa; l’impatto è l’effetto sull’ambiente);
- elencare attività “non pertinenti” o non realmente presenti in azienda.
Un’identificazione corretta è concreta, verificabile e coerente con ciò che succede sul campo.
Collegamento con le altre attività ambientali operative
Una volta identificati gli aspetti ambientali, è più semplice collegarli ai principali ambiti operativi, ad esempio:
- rifiuti: scarti, imballaggi, residui, depositi temporanei;
Vai alla sezione Gestione dei rifiuti.
- emissioni: processi, impianti, attività che generano rilasci;
Vai alla sezione Emissioni / Gas serra.
- dati e controlli: consumi, misure, verifiche periodiche;
Vai alla sezione KPI ambientali e monitoraggio dei dati.
Passo successivo: valutare gli impatti
Dopo aver identificato gli aspetti ambientali, il passo successivo è capire quali effetti ambientali possono produrre e quali richiedono priorità e controllo.
Prosegui con: Valutazione degli impatti ambientali.